May 2012
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Chi mi accusa di essere del Pd (o di fare il gioco del Pd e di Repubblica) sbaglia di grosso. Ho citato tra gli esempi positivi, quelli che ci portano fuori dal reality show di Grillo e dalla crisi dei partiti, il caso dei tanti italiani che sono andati a Francoforte a contestare la Banca centrale europea. Movimenti veri, orizzontali, nati da legami fra pari. Davvero osteggiati dal potere (che infatti non ne parla, a cominciare dai media vicini al Pd).
Ecco, nessuna di quelle persone ha bisogno di un comico che gli faccia da leader, né usa la rete soltanto per fare copia e incolla di cose scritte da altri.
Quando dico che Grillo non interagisce coi suoi fan/seguaci sul web non voglio dire che è “antipatico”, come qualcuno ha scritto, voglio dire invece che Grillo usa la rete non in maniera orizzontale, la usa per pubblicare i suoi proclami.
E’ quello che ha fatto oggi, smentendo clamorosamente il sindaco di Parma e invitando gli aspiranti direttori generali del comune a mandare (a lui) i curricula. Ora, è troppo chiedere a Grillo in base a cosa selezionerà quei candidati? E perché dovrebbe farlo lui e non il nuovo sindaco? E con chi ha discusso Grillo questa mossa. Con nessuno. Se tutto questo non solo pare tollerabile, o se addirittura vi pare una nuova forma di “democrazia diretta”…
Il fatto che una critica a Grillo debba essere presa per una implicita difesa del Pd conferma che per molti dei difensori del comico genovese la politica è delega, voto, tifo per una fazione. Uno ragiona non sul merito, ma in base al voto che deve dare una volta ogni cinque anni, e non sulla scorta della propria esperienza, delle forme collettive di agire. Logiche binarie, da curva calcistica. Il fatto che il mondo e la politica si racchiudano nello scontro Grillo-Pd fa ridere. Alzate la testa, c’è un mondo da scoprire.
Che tutto si polarizzi in questo modo non è un caso. Risponde alla comunicazione della rete degli ultimi anni. Emozionale, semplicizzata, tutt’altro che orizzontale. Perché dietro Grillo – come si capisce bene leggendo gli scenari della Casaleggio che ne cura la comunicazione – c’è il cambiamento del web, oltre che i rischi che si aprono di fronte alla (inarrestabile, sia chiaro) crisi della democrazia rappresentativa.
Prima che esplodesse il cosiddetto Web 2.0 le comunità virtuali erano formate da avanguardie (che molto spesso coincidevano anche con le avanguardie politiche dei movimenti) che cercavano di autogovernare lo spazio in rete e di farlo funzionare per esigenze relativamente ristrette. In questo contesto, nessuno si sognava di prendere le decisioni a maggioranza, si approfittava del confronto in rete tra simili per dare vita a spazi di confronto permanente che costruissero forme di mediazione e unanimità e che perseguissero obiettivi condivisi.
Non che questo modello fosse esente da imperfezioni. Tuttavia si trattava di altra cosa rispetto alla pretesa di costruire forme di “democrazia diretta” (espressione che in Grillo diventa vuota, tanto da legittimare la monarchia del Capo e il monopolio delle decisioni CRUCIALI) attraverso gli strumenti della rete.
Dunque, invece di allargare la platea del dibattito pubblico e rafforzare le forme di partecipazione, le tecnologie del Web 2.0 selezionano le élite in base ad una specie di “dittatura della maggioranza’”. Inoltre, queste tecnologie non promuovono, come sostengono Grillo e Casaleggio nel libro-manifesto significativamente intitolato “Siamo in guerra”, un balzo in avanti sulla strada del superamento dei media verticali (come la televisione). Al contrario, essi presentano tutte le caratteristiche di una “regressione” dei nuovi media verso quelle che Carlo Formenti (che non è uno sconosciuto come qualcuno scrive sopra ma uno dei più attenti analisiti del web italiani) definisce senza mezzi termini “logiche di tipo ‘televisivo’”, che esaltano la connessione diretta tra leader e pubblico e la dinamica da reality show che consente di sognare la notorietà a persone che non provengono dal professionismo (che si tratti di spettacolo o politica).
Qualcuno, qui sopra, dice che Grillo usa concetti “cari alla sinistra”. In alcuni casi e vero, ma quei concetti li frulla con altri cari alla destra, e soprattutto li veicola tramite un meccanismo che (non mi stancherò mai di dirlo) non ha nulla di partecipato e democratico. Su questo punto, come si dice a Roma, “fate sempre pippa”. O al massimo ammettete che è “un problema”. E invece è IL problema. Mai visto un soggetto politico che vuole rifondare la democrazia ma che poi al suo interno non è democratico.
IL SINDACO A 5 STELLE DI PARMA
Scritto da Angelo Pannofino alle 01.05
Ieri il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha vinto il ballottaggio per la poltrona di sindaco di Parma. Ecco quali saranno i primi 10 provvedimenti stabiliti dal neo sindaco grillino:
1. ECONOMIA
Parma uscirà…
Dal 23 al 25 Maggio, nella facoltà di Lettere della Sapienza, si svolgerà “Letteraria - Narrazioni ribelli”, il festival della letteratura sociale, promosso dal Collettivo di Lettere - AteneinRivolta, da Nuova rivista letteraria, semestrale di letteratura sociale, e dalle Edizioni Alegre.
Tre giorni di lezioni, dibattiti, presentazioni di libri e reading letterari con accompagnamenti musicali. Il tutto a partire dal lavoro culturale sviluppato dalla redazione della Nuova Rivista Letteraria, semestrale di letteratura sociale.
Ma soprattutto tre giorni per ricordare Stefano Tassinari.
(il programma completo al link)
Dal 23 al 25 Maggio, nella facoltà di Lettere della Sapienza, si svolgerà “Letteraria - Narrazioni ribelli”, il festival della letteratura sociale, promosso dal Collettivo di Lettere - AteneinRivolta, da Nuova rivista letteraria, semestrale di letteratura sociale, e dalle Edizioni Alegre.
Tre giorni di lezioni, dibattiti, presentazioni di libri e reading letterari con accompagnamenti musicali. Il tutto a partire dal lavoro culturale sviluppato dalla redazione della Nuova Rivista Letteraria, semestrale di letteratura sociale.
Ma soprattutto tre giorni per ricordare Stefano Tassinari.
Di seguito il programma:
LETTERARIA – FESTIVAL DELLE NARRAZIONI RIBELLI
Dedicato a Stefano Tassinari
Mercoledì 23
Ore 16:00: Presentazione del festival
Ore 16:30: Lezione di Maria Rosa Cutrufelli sui romanzi delle stragi, sulle tracce del libro “I bambini della ginestra”
Ore 18:00: Presentazione della raccolta di racconti sul lavoro “Lavoro vivo” con gli autori: Maria Rosa Cutrufelli, Angelo Ferracuti, Carlo Lucarelli e con Maurizio Landini (segretario nazionale Fiom)
Ore 20:00: Spazio Caffè letterario Aperitivo
Ore 21:00: Omaggio a Stefano Tassinari, Reading musicale dalla sue opere, con la voce di Checchino Antonini, Maria Rosa Cutrufelli, Andrea Satta. Con le musiche di Andrea Satta e dei Tete de bois
Giovedì 24
Ore 16:00: lezione di Pino Cacucci su Letteratura e Ribelli sulle tracce del libro “Nessuno può portarti un fiore”
Ore 18:00: Presentazione dell’ultimo numero della rivista “Letteraria. Semestrale di letteratura sociale” con interventi dei redattori: Carlo Lucarelli, Pino Cacucci, Maria Rosa Cutrufelli, Salvatore Cannavò
Ore 20:00: Spazio Caffè letterario Aperitivo
Ore 21:00: Reading musicale dal libro “Sorci verdi. Storie di ordinario leghismo” con Giulia Blasi e Davide Malesi.
Venerdì 25
Ore 16:00: Lezione di Bruno Arpaia su letteratuta e scienza, sulle tracce del libro “L’energia del vuoto”
Ore 18:00: Presentazione del libro “Una lenta impazienza”, con: Felice Mometti (ricercatore), Maurizio Ricciardi (Docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna), Benedetto Vecchi (giornalista de il manifesto)
Ore 20:00: Spazio Caffè letterario Aperitivo
Ore 21:00: Reading dai libri “Scuola diaz vergogna di Stato” (Alegre) e “Diaz” (Fandango). A seguire musica live con I Paradisi Artificiali (Noise Rock).
Che lavoro schifoso! -
- Potrebbe esser peggio -
- E come? -
Potrebbero fare degli emendamenti. Infatti, eccoli qui. Non è ancora asciutto l’inchiostro sul testo della Commissione Lavoro del Senato, che i due principali quotidiani italiani titolano all’unisono: “Arriva il salario base per i co.co.pro.“. Purtroppo, mentono.
Ma andiamo con ordine e cominciamo col dire che questi emendamenti sono tutti condivisi da PD e PdL, portando la firma dei relatori di entrambi i partiti: Tiziano Treu, che ricordiamo già padre dei contratti a termine nel lontano 2001, e Maurizio Castro, che non so di che cosa sia padre ma ho qualche idea di chi sia figlio. Una volta di più, i due principali partiti che sostengono il governo dimostrano di essere sostanzialmente intercambiabili: dispiace che in troppi non se ne siano ancora accorti. [continua…]